TRATTAMENTO SUPERFICI

Il trattamento delle superfici è forse l’attività più difficile nel nostro ambiente.
Con il trattamento l’impresa deve sfruttare tutte le sue conoscenze nel settore. Fondamentale è
• riconoscere in primis il tipo di pavimentazione
• riconoscere il trattamento presente qualora vi fosse
• capire cosa effettivamente si riesce a garantire al cliente
• scegliere il tipo di trattamento
La preparazione iniziale è fondamentale e diversa per ogni tipo di pavimentazione. Generalmente come comune denominatore c’è solo la rimozione del vecchio trattamento con macchinario monospazzola e decerante idoneo e la pulizia di fondo.
I tempi di attesa poi sono importantissimi non da sottovalutare, come anche la temperatura dell’ambiente, del prodotto e del pavimento.
L’insieme di tutto questo, valutato e gestito perfettamente garantisce un ottimo risultato.
Diversamente il trattamento presenterà difetti che potranno essere risolti solo rivalutando da zero tutti i parametri entrati in gioco che magari inizialmente erano stati sottovalutati.

TRATTAMENTO DELLE SUPERFICI

Pietre naturali grezze/lavorate

Granito

A causa della struttura superficiale del granito (compatto, duro, e spesso lucido), è necessario astenersi dal trattare con dispersioni cerose o polimeriche.

Marmo

Per quanto riguarda il marmo lucidato, di regola non è necessario il trattamento con dispersioni in cera e polimeri. Su superfici naturali o molate, tramite l’apporto di dispersioni per il trattamento dei minerali può essere migliorata l’estetica superficiale, la profondità del colore e l’esecuzione delle pulizie ordinarie. Di tanto in tanto, utilizzare tali dispersioni anche per il miglioramento delle proprietà antisdrucciolo sul marmo lucidato e troppo liscio.
Se la superficie è particolarmente rovinata, è possibile effettuare una micro-levigatura o una cristallizzazione al fine di ripristinare l’originale lucentezza della pavimentazione

Travertino

Il trattamento con una dispersione in cera o polimeri migliora l’estetica e contribuisce a facilitare le successive pulizie ordinarie. In caso di recenti pulizie straordinarie e conclusivo trattamento, si deve tuttavia fare attenzione a rimuovere gli eventuali resti di sostanze alcaline rimasti nei pori dopo la pulizia straordinaria e il ripetuto lavaggio con acqua pulita (pericolo di risolubilizzazione, effetto di spolverio etc.).

Ardesia

A causa del “trasudamento dell’ardesia” si sconsiglia l’impiego di prodotti trattanti (scarsa adesività).

Arenaria

Per il mantenimento delle caratteristiche antisdrucciolo si sconsiglia normalmente qualsiasi trattamento. Se tuttavia si desidera ovvero è necessario un trattamento a causa della destinazione dei locali, il rivestimento in arenaria dovrebbe essere precedentemente mesticato (e infine provvisto di uno strato antisdrucciolo).

Porfido

Essendo il porfido generalmente usato come pavimentazione da esterno ed essendo una pietra porosa sconsigliamo il trattamento.
Se tuttavia si rendesse necessario per una pavimentazione interna si consiglia un trattamento penetrante che non alteri il colore naturale della pietra.

Pietre Artificiali

Pavimento alla Veneziana (graniglia)

In passato, il pavimento alla veneziana veniva trattato con oli e cere per pavimenti. Oggi si utilizzano soprattutto dispersioni cerose e polimeriche. Tale tipo di “verniciatura” dovrebbe essere tuttavia eseguita solo dopo tre mesi dalla posa in opera delle lastre di pavimento alla veneziana.
Se la superficie è particolarmente rovinata, è possibile effettuare una micro-levigatura o una cristallizzazione al fine di ripristinare l’originale lucentezza della pavimentazione.

Calcestruzzo lavato. Trattamenti vari.

A causa della superficie strutturata, non è indicato il trattamento con prodotti in grado di formare pellicole.
Si possono tuttavia effettuare trattamenti penetranti che garantiscono idro-oleo repellenza e lasciano alla superficie un aspetto opaco, satinato o lucido in base al gusto personale.
Un trattamento particolare si effettua con macchinari specifici che levigando con una serie di passaggi consecutivi di qualche micron la superficie chiude completamente i pori lasciando il pavimento particolarmente resistente e completamente protetto da qualsiasi liquido.
Con dei pigmenti coloranti è possibile inoltre “colorare” la pavimentazione del colore preferito purché risulti di una tonalità uguale o superiore al colore originale della superficie.

Altri rivestimenti

Piastrelle vetrificate e non

A causa dell’assoluta mancanza di aderenza, il trattamento delle piastrelle vetrificate risulta praticamente impossibile.
Per le piastrelle non vetrificate, se non diversamente indicato da particolari circostanze, si deve prevedere una manutenzione con dispersioni cerose e polimeriche.

Cotto

Per le mattonelle in cotto/terracotta, la porosità può portare ad un maggiore assorbimento dello sporco e necessitare di pulizie più accurate. La totale resistenza all’umidità delle piastrelle in ceramica non garantisce affatto l’assenza di efflorescenze. Alcune piastrelle vengono impregnate con oli speciali subito dopo la posa in opera, ovvero dal produttore, cosa che provoca successivamente l’impossibilità di utilizzare dispersioni autolucidanti.
Se non diversamente indicato da particolari circostanze, si deve prevedere una manutenzione con dispersioni cerose e polimeriche. Qualora si richieda una manutenzione con agenti coprenti, si deve prevedere un tempo sufficiente di asciugatura precedente al procedimento (per evitare il rischio di esfoliazione del rivestimento). Pertanto, si consiglia un trattamento speciale, il prodotto va distribuito uniformemente sulla superficie tramite spingiacqua in legno o in gomma e dopo l’asciugatura la superficie viene lucidata con la macchina a un disco (450 700 giri/min) e disco bianco. Tale procedimento dev’essere ripetuto ancora una volta per ottenere uno strato di protezione leggermente lucido, uniforme e indicato per le pulizie ordinarie.

Grès porcellanato

Il grès porcellanato non dev’essere trattato con dispersioni polimeriche (chiusura dei micropori).

PVC

Questi rivestimenti hanno lo strato superiore solitamente composto da PVC puro (senza cariche), mentre lo strato o gli strati portanti inferiori sono di PVC di qualità inferiore con grande quantità di cariche.
Per la valorizzazione e il miglioramento della lucentezza è possibile effettuare un trattamento leggero ottimale con dispersioni cerose e polimeriche. Nelle palestre con rivestimenti in PVC si deve utilizzare esclusivamente un detergente adeguato antisdrucciolo. Ad un utilizzo senza trattamento, si dovrebbe preferire l’esecuzione del trattamento per una maggiore durata dello strato superficiale.

Linoleum

Il linoleum è stato il primo rivestimento elastico per pavimenti prodotto in teli, periodicamente superato in diffusione dal PVC e dalla gomma, ma che, grazie alla sua composizione naturale (olio di lino ossidato ovvero polimerizzato, resina, sughero in polvere o segatura, cariche inorganiche e pigmenti), ha oggi riacquistato grande importanza.
Prima di effettuare un trattamento delle superfici in linoleum si deve tenere presente che il linoleum è fortemente igroscopico e pertanto necessita di un tempo di asciugatura adeguatamente prolungato. Se non si tiene presente tale evenienza, in seguito si può verificare un’usura troppo veloce della pellicola di protezione o un effetto “chiazzato”.
Tale fenomeno si verifica anche soprattutto se i rivestimenti in linoleum sono stati precedentemente trattati con cere solventi o con saponi in pasta. È molto difficile e dispendioso (a causa della necessità di impiego alternato di detergenti solventi e alcalini) ripristinare in modo adatto al trattamento con dispersioni polimeriche i rivestimenti in linoleum che precedentemente hanno subìto un tale trattamento.

Legno

Il legno verniciato non necessita di alcun trattamento.
Il legno al naturale è opportuno nutrirlo periodicamente con cere o oli specifici naturali.

Pulizia Moquette e Tappeti

Chiaramente non essendo possibile trattare le superfici in moquette e/o tappeti è d’obbligo intervenire con una pulizia periodica accurata.
La pulizia della moquette e/o dei tappeti viene effettuata mediante macchinario ad iniezione/estrazione o con macchinario monospazzola.
Essendo la tipologia di moquette molto ampia e variegata il metodo di pulizia efficace deve essere valutato ad hoc.

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